Disegno di W oznia k - www.wozwoz.net
L’IMPERO DEL DIO PETROLIO
La nostra esistenza governata dal Dio petrolio. La nostra esistenza governata dai consumi e sprechi. La nostra esistenza governata da un mondo di plastica. La nostra esistenza amministrata da borse che la valutano in petrol-dollari. La nostra esistenza sempre più vuole sembrare quella perfetta, che si basa su eserciti i quali la difendono in nome di una pace e libertà di consumo. Immaginiamo l’austerity che colse i primi anni ’70 l’Europa. Il mondo si fermò per la crisi petrolifera. Abbiamo voluto seguitare a sostenere politiche inquinanti planetarie senza cercare altre fonti energetiche alternative. Le uniche proposte, manipolate e pilotate vogliono essere quelle inerenti al nucleare, così ci vogliono mostrare. E …non solo! Per rincarare la dose di messaggio - mediatico televisivo ci inculcano nel cervello a come era l’umanità nel suo primordiale - primitivo stato evolutivo. Ci trasmettono immagini, a noi “utenti – tele - vedenti e telespettatori passivi” della scoperta effettuata da un aereo che sorvolava la foresta amazzonica peruviana e brasiliana di un popolo primordiale (la tele utilizza il termine primitivo), con gli effettivi umani della tribù che scagliano frecce verso “l’uccello volante che tuona nel cielo e nel suo volo”. Ci fanno apparire e far credere di essere “sublimalmente” la punta avanzata di una civiltà “prima”, eletta per essere deputata ad assurgere come la paladina del progresso, dell’evoluzione tecnologica, della scienza più oggettiva e depositaria delle verità. Inviamo satelliti nello spazio per “incamerarci” nell’occhio dei “grandi fratelli”, delle difese (“extraterrestri”?) degli “scudi spaziali” e dei micro - chips. Governi che inneggiano al potere energetico e “virile- vigoroso” del nucleare. Qualcuno si ricorda di Chernobyl? Mi sovviene. Qualcuno si ricorda delle morti da Uranio Impoverito? Qualcuno si ricorda di Hiroshima? Ma che scrivo! La storia non si insegna più e non insegna! Seguitiamo a vivere nell’incameramento catodico- satellitale. Seguitiamo a sentirci potenti e onnipresenti. Cancelleremo la inciviltà del “pritivismo e terzo mondismo”. Siamo l’occidente supremo che sguazza nelle acque nere dell’oro nero. Siamo condannati al girone eterno della presunzione umana della ragion d’essere. Ma in fondo chi eravamo? O chi siamo? Un uomo in referenza ad una autovettura di forte cilindrata o di un abito griffato? Madre terra reclamerà prima poi una risposta, ma noi invece assenti dove saremo ed andremo? Nell’orbita dell’oblio dell’esistenza più manipolata, sublimale e passiva del “signor progresso”.
:: Paula Pitzalis ::