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MODENA CITY RAMBLERS

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DOSSIER Febbraio 2006
di Modena City Ramblers

 

Modena City Ramblers
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I Modena City Ramblers nascono nel 1991 come gruppo di folk irlandese, senza alcuna pretesa di suonare per un pubblico che non fosse quello di amici e parenti.

Nel 1993, stupiti del calore con cui è accolta la loro mistura di punk, celtic folk e canti della resistenza italiana, incidono lo storico demotape COMBAT FOLK, oggi introvabile e mai ripubblicato in cd.

Nel marzo 1994 esce il primo album, RIPORTANDO TUTTO A CASA, per l'etichetta indipendente romana Helter Skelter. E' un disco con cui i Ramblers rivendicano la loro identità meticcia, fatta di Irlanda ed Emilia, dei racconti sulla Resistenza e gli anni Settanta (che, per ragioni anagrafiche, non hanno “vissuto” pienamente), di viaggi e di lotte. L'album funziona, e, in pochi mesi, stringono rapporti con un management (Mescal) e una major discografica (PolyGram). Il disco viene quindi ripubblicato nel novembre dello stesso anno dalla Blackout/Mercury.

Il 1995 è anno di consolidamento per la band, che si presenta come interessante nuova realtà nel panorama italiano. E’ anche l’anno del passaggio vero e proprio al professionismo, che come conseguenza porta ad alcuni abbandoni nella line-up originale.

Nel marzo 1996 arriva nei negozi un secondo album, LA GRANDE FAMIGLIA (Black Out/ Mercury), tutto dedicato al pubblico che si va stringendo attorno alla band. Il suono comincia a cambiare, e il folk (fin dall'inizio suonato con attitudine punk) a indurirsi, contaminandosi con il rock.

E’ dell’estate di quell’anno il fortunato ed apprezzato tour fatto in compagnia del folletto Paolo Rossi, in un inedito connubio tra musica, satira e comicità resistente.

Nel settembre del 1997 esce il terzo album, TERRA E LIBERTA’ (Black Out/ Mercury), fortemente influenzato dai viaggi nel continente latino-americano e dalla lettura di suoi importanti scrittori, alcuni dei quali diventano interlocutori e amici del gruppo (Luis Sepúlveda, Daniel Chavarria, Paco Ignacio Taibo II). Il combat folk si arricchisce di suggestioni letterarie e suoni più elettrici, allarga gli orizzonti senza perdere la sua identità, diventa patchanka celtica.

Nel frattempo cresce il consenso intorno al gruppo come live-band. I Modena City Ramblers saltano, suonano forte, si divertono e fanno divertire. Le tournée di LA GRANDE FAMIGLIA e TERRA E LIBERTA’ riempiono i locali e le piazze di tutta Italia, e attirano più pubblico dei tour di molti artisti blasonati.

Nel novembre 1998, dopo tre dischi e cinquecento concerti, i Modena City Ramblers sentono il bisogno di un tuffo nel passato e nelle loro origini: realizzano RACCOLTI (Black Out/ Mercury), insolito album dal vivo registrato in un pub irlandese d'Emilia, completamente acustico e con un pubblico composto da pochi amici.

Dopo un prestigioso tour nei teatri italiani nei quali RACCOLTI è presentato dinanzi ad una platea ben disposta per una volta a seguire uno spettacolo più incentrato sull’ascolto che sulla “partecipazione”, il gruppo si reca in Irlanda per la pre-produzione di un nuovo album di studio, FUORI CAMPO (Black Out/ Universal), ultimato come i precedenti all’Esagono di Rubiera (RE) e pubblicato nel settembre 1999, con il nuovo marchio Universal che si sostituisce al vecchio PolyGram. Il disco fotografa la vicenda artistica del gruppo nella sua completezza: nelle canzoni convivono l’amore per l’Irlanda e i suoni del folk irlandese degli esordi, le suggestioni africane e balcaniche, il recupero della tradizione popolare italiana e la nuova ricerca espressiva più “contaminata”.

Poco dopo viene pubblicata la prima vera biografia dei Ramblers, Combat Folk: l’Italia ai tempi dei Modena City Ramblers, scritta da Paolo Ferrari e Paolo Verri (Giunti editore).

Con l’uscita di FUORI CAMPO la band ritorna ad una intensa attività live, con un tour che accompagna il disco ed i Ramblers nel nuovo millennio. Oltre ottanta concerti nell’arco di un anno e mezzo, con un costante successo di pubblico. Dalle piazze italiane ai piccoli club delle Asturie e della Catalogna, dall’Albania delle esibizioni di solidarietà al Sudafrica di importanti festival, i Modena City Ramblers macinano chilometri, impegni ed esperienze e definiscono la loro vocazione meticcia proponendosi come fenomeno non solo italiano. FUORI CAMPO viene pubblicato anche in Giappone, per la locale consociata Universal. Divergenze artistiche e scelte personali portano intanto due componenti storici della band, Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, all’abbandono. I rimanenti membri, assieme al loro produttore Kaba Cavazzuti, da sempre dietro alla consolle per i dischi del gruppo ed ora integrato nella formazione, continuano con i concerti e iniziano a lavorare sul materiale per un futuro disco. Nel contempo, il cantante Cisco Bellotti realizza con Kaba la produzione dell’album d’esordio di un gruppo da sempre affine ed amico, gli aretini “La Casa del Vento”: NOVECENTO esce nel febbraio 2001 per l’etichetta Mescal. Il disco vede Cisco impegnato anche al canto insieme al compositore della band toscana Luca Lanzi, e accoglie contributi musicali di tutti gli altri Ramblers.

Dopo un’importante e da tempo desiderata tournée “resistente” fatta assieme ai Gang col nome di “Gang City Ramblers”, che vede fondersi i Ramblers e i fratelli Severini in un’unica band che propone canzoni degli uni e degli altri, il gruppo comincia una prima pre-produzione sulle nuove canzoni in un cascinale toscano sperduto nella collina aretina. Da queste sessions uscirà l’ossatura e la concezione intera del nuovo disco, che i Ramblers vedono molto “spinto” nei suoni e “militante” per i temi trattati. Dopo una breve ma intensa serie di concerti estivi, i M.C.R. concludono il lavoro preparatorio al disco con una seconda ed ultima pre-produzione effettuata nella tranquillità “casalinga” di Rubiera. Proprio in quei giorni avvengono i drammatici avvenimenti del settembre 2001, con gli attentati negli U.S.A. Un’ultima canzone, “Terra del fuoco”, su cui i Ramblers stavano lavorando nel momento stesso in cui arrivò l’incredibile notizia degli schianti sulle Twin Towers, sarà nel suo testo e nella sua atmosfera decisamente influenzata dalla terribile attualità.

Con la fine di ottobre il gruppo si trasferisce armi e bagagli in quel di Napoli, per intraprendere le registrazioni del nuovo album. Per la prima volta, la regia viene affidata ad un produttore esterno: Enzo “Soulfingers” Rizzo, scelto per i lavori fatti, tra gli altri, con i Mano Negra, Les Negresses Vertes e Manu Chao. RADIO REBELDE esce nel febbraio 2002 per la Blackout/Universal e si presenta come un vero e proprio collage sonoro-emozionale, con i suoi tredici pezzi uniti dal filo rosso dell’attualità, del viaggio di conoscenza e confronto, della memoria, della denuncia e della ribellione culturale. Il risultato è un’evoluzione della patchanka celtica in cui il punk, l’elettronica, il dub, il reggae, i ritmi africani, latini e balcanici sono ormai innestati nella originaria componente folk e popolare in maniera del tutto personale e innovativa, definendo un nuovo “Ramblers-style”.

Accanto all’attività live e in sala d’incisione, sulla scia dell’esperienza produttiva di Cisco con “La Casa del Vento”, il gruppo inaugura anche una propria etichetta di produzione discografica: la Modena City Records. Il marchio vuole proporsi come veicolo per le produzioni artistiche e i progetti paralleli che i Ramblers hanno in cantiere accanto alla loro attività come band, e, grazie ad un accordo con i dischi de il Manifesto, cominciare una propria esperienza di produzione discografica indipendente. Il primo titolo pubblicato dalla MCRecords nel febbraio del 2002 è PAZIENZA SANTA dei “Paulem”, dall’appennino modenese, maestri nell’interpretazione del patrimonio musicale della loro terra.

La tournée di RADIO REBELDE dura un anno e mezzo, con oltre cento concerti e una grande conferma quanto a riscontro di pubblico: i Ramblers sono diventati senza dubbio una delle più importanti realtà live italiane. Città e volti, storie e concerti si rincorrono senza sosta: le classiche “tappe” delle date italiane, i piccoli club europei e i festival, in Italia, in Europa e in Sudafrica. Ma anche, dopo la prima visita del ’96, un’importante presenza nei campi profughi Saharawi, nel deserto d’Algeria, al seguito di Rock No War. Il vecchio compagno Giovanni Rubbiani si riunisce temporaneamente per lo spezzone del tour invernale che precede il viaggio in Chiapas e Guatemala dell’inizio 2003. Nella formazione è nel frattempo entrato Luca Giacometti, soprannominato per le sue origini genovesi “Gabibbo”, esperto di plettri e cultura irlandese e conoscenza di vecchia data dei Ramblers.

E’ tra gli zapatisti delle comunità maya che prende forma l’idea del nuovo disco e delle canzoni che lo andranno a comporre. Nel frattempo, nel giugno 2003, viene pubblicato il mini-cd MODENA CITY REMIX (Black Out/ Mercury), un progetto in cui alcune canzoni del precedente disco vengono “reinterpretate” per i dancefloor da artisti e dj particolarmente apprezzati per il loro stile dai Ramblers, tra gli altri i britannici Transglobal Underground e i Feel Good Productions.

Con le ultime date del tour si realizza un ulteriore ingresso nel gruppo, e di conseguenza il “ritorno” di uno strumento in passato molto rappresentativo per il combat folk: il torinese Daniele Contardo, artista di strada e fisarmonicista in numerose band sparse per la penisola. Sul finire dell’anno comincia anche la collaborazione tra i Modena City Ramblers e la Coop, che li sceglie quali testimonial per la sua campagna di solidarietà internazionale “Acqua per la Pace”. In esclusiva per i supermercati della cooperativa nel dicembre 2003 viene pubblicato il mini-cd GOCCE, i cui proventi vanno a finanziare i progetti sostenuti dalla campagna. Il disco si compone di versioni alternative o inedite di alcuni vecchi brani e di una nuova canzone dedicata al Po e alla sua gente: “Al Fiómm”.

¡VIVA LA VIDA, MUERA LA MUERTE! esce nel gennaio 2004, sempre per la Blackout-Mercury/Universal. I temi e le sonorità di RADIO REBELDE trovano qui ulteriore sviluppo e maturazione, grazie anche all’attenta e creativa produzione di Max Casacci, alla cabina di regia nelle registrazioni del disco, protrattesi per tutto l’autunno 2003 tra Rubiera (un ritorno allo studio Esagono) e Città di Castello. Da febbraio 2004, poi, i Ramblers riprendono i concerti con il nuovo tour che vede la band confermarsi in oltre cento date come uno dei più seguiti live acts in Italia - ritornando, tra l’altro, ad infiammare la platea sconfinata della Festa del Primo Maggio in piazza S. Giovanni a Roma - e proporsi in prestigiosi club e festivals europei.

Nel dicembre 2004 è pubblicato il primo DVD ufficiale dei Modena City Ramblers: “CLAN BANLIEUE: 1992-2004, la Grande Famiglia in Movimento” (Universal/ Black Out).

Accanto ai videoclip ufficiali sono presentati filmati storici e legati ai tanti viaggi compiuti, tra l’Africa, l’Irlanda e il Sudamerica, e documenti amatoriali con immagini da concerti di anni diversi, a ripercorrere l’intera carriera. Il DVD viene accolto benissimo dal pubblico e sale ai primi posti nelle vendite italiane di questo tipo di supporto.

Già alla fine dell’anno, e a tour appena concluso, i Ramblers si rimettono all’opera su di un progetto discografico: l’idea è quella di lavorare a un “corpus” di canzoni, tra alcune del repertorio della band e altre appartenenti ad autori diversi, che siano accomunate dal loro essere legate o ispirate al periodo della Seconda Guerra Mondiale e della Lotta di Resistenza. L’intento è quello di realizzare un successore a “Materiale Resistente”, il famoso disco realizzato dal Consorzio Produttori Indipendenti nel 1995, coinvolgendo nelle registrazioni ospiti esterni che possono, come fu il caso di quel disco, conferire un respiro “comunitario” al lavoro. La produzione del disco, seguita direttamente dai Ramblers, si svolge nei primi mesi del 2005, ancora una volta presso lo studio Esagono di Rubiera, e vede, tra le tantissime collaborazioni di prestigio, i nostri impegnati al fianco di Francesco Guccini nella riproposizione della sua “Auschwitz”, Moni Ovadia nella canzone di Italo Calvino “Oltre il ponte”, Piero Pelù ne “La guerra di Piero” di Fabrizio de Andrè, Goran Bregovic e la Wedding and Funeral Band in “Bella ciao” e il britannico Billy Bragg in “All you fascists”, scritta durante la II Guerra Mondiale da Woody Guthrie.

Durante due pause nelle sessions di registrazione i Ramblers trovano il tempo per due importanti viaggi e concerti all’estero: in Polonia, ad Auschwitz, al seguito dei “Treni della Memoria” organizzati dalle scuole italiane, e in Palestina, dove la collaborazione come testimonial di “Acqua per la Pace” con Coop permette al gruppo di inaugurare una cisterna dell’acqua presso un villaggio palestinese, realizzata grazie all’intero ricavato delle vendite di “GOCCE”, nonché di una piccola parte di “¡VIVA LA VIDA!” e del tour seguente.

Mentre quest’ultimo cd diventa disco d’oro, superando le quarantamila copie vendute, “APPUNTI PARTIGIANI” (Mescal) viene ultimato per essere pubblicato in aprile, in coincidenza con il sessantesimo anniversario della Liberazione.

Il disco è il primo nella storia dei Ramblers ad essere licenziato dalla Mescal, fino a questo momento management e booking agency del gruppo, seppure con distribuzione Universal. Come già i precedenti due cd, “RADIO REBELDE” e “¡VIVA LA VIDA!”, l’album arriva nella Top Ten italiana di vendite discografiche e si accompagna ad un ennesimo tour che porta la band in giro per l’Italia tra aprile e luglio, confermando i Modena City Ramblers come una realtà tra le più vive del panorama nazionale, più che mai amata e seguita dal suo pubblico.

Durante questi concerti si alternano alla fisarmonica, al posto di Daniele Contardo, due nuovi collaboratori: il reggiano Franco Borghi (che già aveva preso parte alle sessions del nuovo disco) e Massimiliano Fabianelli, musicista aretino appartenente al medesimo circuito folk “bazzicato” da tanti amici e compagni dei Ramblers.

Mentre “APPUNTI PARTIGIANI”, con oltre cinquantamila copie vendute, diventa disco d’oro (dopo nemmeno un anno dalla sua uscita), la canzone “Ebano”, contenuta nel precedente cd, vince il prestigioso premio “Amnesty – Voci per la libertà”, come esempio di brano impegnato nell’ambito delle tematiche dei diritti umani.

Nel novembre 2005, in un momento di pausa nell’attività del gruppo, arriva la notizia dell’abbandono del cantante Stefano “Cisco” Bellotti.

Dopo quattordici anni di concerti, dischi, viaggi e incredibili soddisfazioni, Cisco compie una scelta che, come in precedenza per altri “abbandoni”, è figlia soprattutto di esigenze personali ed è compiuta con grande serenità e senza dissapori.

Il gruppo decide di mettersi subito al lavoro per tornare al più presto a suonare dal vivo e per cominciare a preparare un nuovo disco. Non vengono fatti provini per sostituire Cisco, ma viene deciso di tornare, dopo tanti anni, ad una originale formazione a doppio vocalist, come agli inizi.

I nuovi elementi provengono direttamente dalla cerchia di amici e compagni di strada dei Ramblers: il sassolese Davide “Dudu” Morandi, cantante dei “Mocogno Rovers”, fin dagli esordi dei Ramblers amico e ospite alla voce in varie occasioni (compare addirittura nella copertina di “GRANDE FAMIGLIA”) e, prima presenza femminile stabile nei Ramblers dalla pubblicazione di un disco, la cantante e attrice correggese Betty Vezzani, già impegnata sia in varie collaborazioni musicali di matrice folk e rock - tra le altre lo spettacolo “Le Ceneri di Gramsci”, scritto da Pier Paolo Pasolini e musicato da Giovanna Marini - che, sul set, con Guido Chiesa nel film-documentario “Partigiani”.

Da marzo 2006 i Ramblers riprendono i concerti.

Discografia [su]
Combat Folk   Combat Folk
   1993 - Demo
 

Riportando tutto a casa   Riportando tutto a casa
   1994 PolyGram - Album
 
La Grande Famiglia   La Grande Famiglia
   1996 PolyGram - Album
 
Terra e Libertà   Terra e Libertà
   1997 PolyGram - Album
 
Cent'anni di Solitudine   Cent'anni di Solitudine
   1998 PolyGram - EP
 
Raccolti   Raccolti
   1998 PolyGram - Live
 
Fuori Campo   Fuori Campo
   1999 Universal - Album
 
L'italia ai tempi dei Modena City Ramblers   L'italia ai tempi dei Modena City Ramblers
   1999 Universal - EP
 
Radio Rebelde   Radio Rebelde
   2002 Universal - Album
 
Modena City Remix   Modena City Remix
   2003 Universal - Remix
 
Gocce   Gocce
   2003 Universal - EP
 
¡Viva la Vida, Muera la Muerte!   ¡Viva la Vida, Muera la Muerte!
   2004 Universal - Album
 
Appunti Partigiani   Appunti Partigiani
   2005 - Album
   comprare su iTunes
Dopo il lungo inverno   Dopo il lungo inverno
   2006 - Album
 
Bella Ciao   Bella Ciao
   2008 Mescal - Best Of
 

Concerti [su]
  20.03.2010 Bologna - Italia
  27.03.2010 Firenze - Italia
  01.04.2010 Milano - Italia
  02.04.2010 Mantova - Italia
  09.04.2010 Roma - Italia
  10.04.2010 Rimini - Italia
  17.04.2010 Colle Val D’Elsa - Italia
  23.04.2010 Taneto di Gattatico - Italia
  25.04.2010 Fornacette - Italia
  30.04.2010 Winterthur - Svizzera
  01.05.2010 Lugano - Svizzera
  03.05.2010 Paris - Francia
  05.05.2010 Rotterdam - Olanda
  06.05.2010 Berlin - Germania
  08.05.2010 Barcelona (catalunya) - Spagna
  09.05.2010 Madrid - Spagna
  12.05.2010 London - Gran Bretagna
  14.05.2010 Bruxelles - Belgio
  15.05.2010 Amsterdam - Olanda
  13.06.2010 Dublin - Irlanda

Contatto & Management [su]
M.C.R. live booking
Italia : Mescal eventi e produzioni Live
Cecca cecca@mescal.it - Phone +39 051 5878905 - mobile +39 335 7169140
Europe and Overseas : Estragon Productions
Lele Roveri lele@estragon.it - Phone +39 051 365825 - mobile +39 335 5736656

Band: posta@ramblers.it

Links [su]
  www.ramblers.it
  www.lagrandefamiglia.it
  www.myspace.com/modenacityramblers
  www.mescal.it
  www.koeterhai.de

 

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