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I dischi del Chango, 2006  anno   
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Modena City Ramblers, Dopo il lungo inverno

Dopo il lungo inverno

 

 Artista: Modena City Ramblers

 Anno di uscita: 2006

 Tipo: Album

 Track list:

1 Dopo il lungo inverno
2 Quel giorno a primavera
3 La Musica del Tempo
4 Tota la sira
5 Oltre la guerra e la paura
6 Le strade di Crawford
7 Western Union
8 Mia dolce rivoluzionaria
9 Il Paese delle Meraviglie
10 Dopo il lungo inverno
11 I prati di Bismantova
12 Mala sirena
13 Mama Africa
14 Risamargo
15 La stagioun di delinqueint
16 Il treno dei folli
17 Come nuvole lontane
18 Stranger in Birkenau
19 Dopo il lungo inverno

“Dopo il lungo inverno” segna il ritorno dei Modena City Ramblers sul mercato discografico a un anno dall’abbandono del loro storico cantante solista “Cisco” Bellotti e a dieci mesi dall’entrata nella band delle nuove voci Davide “Dudu” Morandi e Elisabetta “Betty” Vezzani. Il disco, come il precedente “Appunti Partigiani”, è pubblicato dall’etichetta Mescal (anche management della band) e ha distribuzione nazionale Universal.

Il titolo metaforicamente evoca l’idea di una nuova stagione, di un nuovo ciclo che si preannuncia. Dalla copertina realizzata, passando per i sedici brani inclusi e fino ai tre frammenti che ne costituiscono il momento inziale, centrale e finale, tutto il disco risulta permeato da questa forte suggestione, che muovendo dagli evidenti rimandi alla cultura contadina, dipinge un multiforme quadro di “rinascita”: personale, politica, ideale, quasi come se l’attualità che ha segnato la storia d’Italia e del mondo globalizzato nel 2006 venisse a intrecciarsi con le vicende private della band e con i sogni, le scelte di vita e le aspirazioni dei suoi singoli componenti.

In un’epoca di musica sempre più “consumata” in modo frammentario, superficiale e veloce, i Ramblers realizzano un disco lungo, studiato, ponderato, eclettico e meticcio che costituisce innanzitutto una risposta “politica” a una scena discografica e ad una cultura monodimensionale che impone, o vorrebbe imporre, un suono e una canzone, sempre la stessa rassicurante nenia per palati addomesticati. Un disco che vuole per questo essere un grande ponte tra la band e il suo pubblico, che ne ha decretato la popolarità e il successo proprio perché nei Ramblers vede dei compagni che nella musica cercano le stesse semplici, ma meravigliosamente grandi, cose: la condivisione, il divertimento, la passione, la militanza, la gioia e l’affermazione di valori etici e politici.

Dal punto di vista sonoro, gli stili e le ispirazioni si rincorrono lungo il disco, con evidenti rimandi alle musiche più amate dai Ramblers, il folk europeo, celtico e balcanico, i ritmi latini, sudafricani e mediorientali, il rock e la musica d’autore, mentre per i testi la tradizionale sensibilità “folk”, rivolta all’attualità politica e sociale e alle esperienze di viaggio della band, si impreziosisce di spunti “intimistici” e poetici, andando a creare un composito quadro musicale che riafferma l’identità poliedrica della band emiliana. Un’identità che è ormai da anni un tratto distintivo e originale e che definisce il “suono MCR”.

La ricchezza espressiva acquista nuova forza grazie alle possibilità date dalle sfumature particolari e diverse delle voci di Betty e Dudu, unite alla maturità e alla duttilità strumentale del nucleo storico della band: “Kaba” Cavazzuti, Franco D’Aniello, Massimo Ghiacci, “Fry” Moneti e Roberto Zeno, affiancati dal 2003 da Luca “Gaby” Giacometti.

Registrato tra la primavera e l’estate del 2006 presso l’abituale base dello Studio Esagono di Rubiera, nella campagna di Reggio Emilia, il disco si avvale della geniale e accurata produzione del famoso produttore inglese Peter Walsh (Simple Minds, Peter Gabriel, Afro Celt Sound System, Pulp, Scott Walker tra le sue collaborazioni), con il quale i Ramblers hanno anche arrangiato le canzoni, tutte composte dalla band.

Alle registrazioni hanno partecipato vari ospiti di prestigio: il famoso componente dei Pogues Terry Woods (uno dei “padri fondatori” del nuovo folk irlandese, già membro degli Sweeney’s Men e Steeleye Span), la brass band macedone Original Kocani Orkestar, capitanata dal virtuoso della tromba “King” Naat Veliov, Luca “Rudeman” Lombardo, rapper bolognese-catalano già con Radio Bemba e La Kinky Beat, Massimiliano Fabianelli, fisarmonicista con i Ramblers in tour lo scorso anno, il quartetto d’archi reggiano Koiné, il trio di fiati Giardina/Bolognesi/Castagnetti, gli amici di vecchia data Lucia Tarì e Enzo Ciliberti, rispettivamente cantante e armonicista, il coro delle voci bianche del Teatro Comunale di Modena.

La copertina, realizzata da Paolo De Francesco, storico collaboratore grafico della band, viene proposta in quattro edizioni alternative che si differenziano per il colore dell’albero raffigurato (che rimanda alle quattro stagioni), nonché una limited edition messa in commercio solo attraverso internet e il merchandising MCR.

Il prezzo del disco al pubblico è di 15 euro e novanta, per 68 minuti di musica.

www.ramblers.it

 Discografia: Modena City Ramblers

Combat Folk · Combat Folk
  1993 - Demo
 
Riportando tutto a casa · Riportando tutto a casa
  1994 - Album
 
La Grande Famiglia · La Grande Famiglia
  1996 - Album
 
Terra e Libertà · Terra e Libertà
  1997 - Album
 
Cent'anni di Solitudine · Cent'anni di Solitudine
  1998 - EP
 
Raccolti · Raccolti
  1998 - Live
 
Fuori Campo · Fuori Campo
  1999 - Album
 
L'italia ai tempi dei Modena City Ramblers · L'italia ai tempi dei Modena City Ramblers
  1999 - EP
 
Radio Rebelde · Radio Rebelde
  2002 - Album
 
Modena City Remix · Modena City Remix
  2003 - Remix
 
Gocce · Gocce
  2003 - EP
 
¡Viva la Vida, Muera la Muerte! · ¡Viva la Vida, Muera la Muerte!
  2004 - Album
 
Appunti Partigiani · Appunti Partigiani
  2005 - Album
  comprare su iTunes
Dopo il lungo inverno · Dopo il lungo inverno
  2006 - Album
 
Bella Ciao · Bella Ciao
  2008 - Best Of
 

 

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